The Death of Expertise

Il grande sviluppo tecnologico della nostra era ci ha dato accesso a una quantità di informazioni senza precedenti. Il risultato, però, non è stato l’inizio di un nuovo illuminismo, ma il sorgere di un’età dell’incompetenza in cui una sorta di egualitarismo narcisistico e disinformato sembra avere la meglio sul tradizionale sapere consolidato. Medici, professori, professionisti e specialisti di ogni tipo non sono più visti come le figure a cui affidarsi per un parere qualificato, ma come gli odiosi sostenitori di un sapere elitario e fondamentalmente inutile. Che farsene di libri, titoli di studio e anni di praticantato se esiste Wikipedia? Perché leggere libri e giornali quando Facebook mette a nostra disposizione notizie autentiche e di prima mano? Se tutti possono dire la loro, allora perché dovremmo delegare le decisioni più importanti a politici strapagati? L’“apertura” di Internet e la sua apparente libertà sono solo i primi colpevoli contro i quali punta il dito Tom Nichols (Harvard University) nel suo nuovo saggio, che ha scosso l’opinione pubblica americana e internazionale e si appresta a fare scalpore anche da noi. Oltre ai social network, alla democrazia dell’“uno vale uno” e ai semplicismi che la rete favorisce, Nichols attacca anche l’emergere del modello della customer satisfaction nell’educazione universitaria, la trasformazione dell’industria dei media in una macchina per l’intrattenimento aperta 24 ore su 24 e la spettacolarizzazione della politica.

Autore: 
Tom Nichols
Pubblicato nel: 
2018
Tradotto in italiano da:
con il titolo: La conoscenza e i suoi nemici