Gli Inizi della Filosofia: in Grecia

Opera in traduzione

Come si pone oggi il problema degli inizi della filosofia? Come evitare le secche della contrapposizione tra mythos e logos, esplorando i multipli stili di pensiero al confine tra orizzonte mitologico e ragione nascente? Maria Michela Sassi riparte dagli interrogativi canonici -– il quando del pensiero, la sua natura specifica e le sue forme distintive -– per ricomporre la trama del sapere arcaico attraverso i punti di fuga, le accelerazioni temporali, le tecniche cognitive (prima fra tutte la scrittura), l’'agonismo intellettuale che resero possibile quello che un tempo si sarebbe chiamato «il miracolo greco». Formula impropria, perché è la nostra fascinazione per le origini a velare di prodigioso, sino a sfocarne i tratti, ciò che accadde allora fra le sponde asiatiche della Ionia e della Magna Grecia. Gli albori del lungo processo di autoriconoscimento della filosofia furono all'’insegna del policentrismo geografico e del poligenetismo disciplinare: da Mileto a Elea, da Efeso ad Agrigento si riflettè sull’'ordine cosmico e si elaborarono dottrine dell’anima, si scrisse nel solenne metro epico di Omero o si abbandonò la prosodia a favore di una prosa assertiva, scandita come le formulazioni delle legge nella polis. A individuare la categoria dei «presocratici» non basta però solo il prefisso, di straordinaria fortuna. La triade degli scienziati ionici, e poi Senofane rapsodo, Pitagora matematico e “sciamano”, Eraclito dalla dizione oracolare, Parmenide ispirato, Empedocle “demonologo”, condividono la medesima tensione all'’esercizio di una ragione che, sottoponendo a critica i punti di vista costituiti nella tradizione, rivoluziona il paesaggio del sapere greco. È l'’atto filosofico fissato per sempre nel frammento I di Alcmeone: «Certezza sulle cose invisibili, sulle mortali l’'hanno gli dèi,mentre proprio degli uomini è congetturare».

Autore: 
Maria Michela Sassi
Pubblicato nel: 
2009
Tradotto in inglese da:
Data di pubblicazione prevista: 
2017